Formula 1 Story: la Brabham BT7

 

E’ passato poco più di in anno dalla scomparsa di Jack Brabham, il tre volte campione del mondo di Formula 1 che divenuto Costruttore è stato l’unico che sia riuscito a vincere un campionato mondiale (quello del 1966) al volante di una vettura che portava il suo nome.

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In queste note vi presentiamo la BT3, ovvero la prima Brabham che vinse una prova di campionato del mondo di Formula 1.

Sir Jack Brabham, il pilota australiano 3 volte campione del mondo di Formula 1.

Brabham fu uno dei protagonisti della rivoluzione tecnica che cambiò la Formula 1, segnata dall’avvento delle vetture col motore posteriore. Il pilota australiano si formò infatti alla guida della Cooper-Bristol T-40, la prima Formula 1 realizzata dal John Cooper, la cui notorietà come Costruttore era nata nel dopoguerra con le Formula 3 ispirate alle Auto Union degli anni ’30 che montavano posteriormente dei motori motociclistici di 500 cm3.

All’inizio degli anni ’50 la Cooper debuttò nel campionato mondiale, che per due anni (1952-53) si disputò con vetture di Formula 2. Nel 1955 la Cooper preparò la sua prima Formula 1, la T-40 spinta da un motore Bristol 6 cilindri in linea di 2 litri, e la affidò a Jack Brabham. Fu questo l’inizio di una partnership di grande successo che portò il pilota australiano a laurearsi campione del mondo nel 1959 e nel 1960 con la Cooper che nel frattempo era passata al quattro cilindri bialbero 2.5 litri della Climax. Nel 1961 i rapporti tra Brabham e Cooper si deteriorarono: da un lato il Costruttore inglese, vittima della sua stessa innovazione, che non riteneva necessario fare ulteriori investimenti, dall’altra il pilota australiano che invece aveva capito come la Lotus, che montava gli stessi motori della Cooper, insieme a Ferrari e Porsche sarebbero stati avversari estremamente pericolosi.

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Nel 1961, l’anno in cui il regolamento della Formula 1 limitò la cilindrata a 1.5 litri, Brabham continuò a correre con la Cooper-Climax V8, ma insieme al tecnico e amico Ron Tauranac fondò la MRD, ovvero la Motor Racing Development Ltd, con lo scopo di avviare la costruzione di una Formula Junior nella quale iniziare a travasare le proprie esperienze in vista di futuri impegni più importanti. La stagione alla guida della Cooper permise a Brabham di provare a dovere il motore Climax V8, in vista dell’utilizzo sulla sua Formula 1. Cosa che avvenne a metà della stagione 1962 con la BT3 (dove la sigla sta per Brabham-Tauranac) che debuttò al Gran Premio di Germania. La corsa si concluse con un ritiro per un guasto al comando dell’acceleratore, ma fu sufficiente a far capire le potenzialità della vettura. Dopo aver battagiato con la Porsche di Dan Gurney e la Cooper di Bruce McLaren nel Gran Premio degli USA a Watkins Glen, Brabham chiese a Gurney di far parte del suo team per la stagione 1963, cosa che il pilota americano accettò, vista anche l’intenzione della Porsche di ritirarsi a fine stagione. Nell’inverso Tauranac intervenne sul progetto della BT3 creando la BT7, più leggera e adatta a utilizzare l’ultima versione del V8 Climax dotato di iniezione Lucas al posto dei carburatori Weber. Data la statura di Gurney, la vettura fu allungata di 5 cm. Novità anche nel cambio, un cinque marce realizzato da Mike Hewland che sostituì il Colotti-Francis.

Il cambio Hewland.

La prima vittoria della BT7 arrivò in una gara non valevole per il mondiale, corsa in Germania sul tracciato della Solitude. I successivi Gran Premi non furono troppo fortunati per la Brabham che, come ha ammesso lo stesso Jack nella sua autobiografia, “Non fu un grado di dare a Dan Gurney una vettura pari al suo talento…”.

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Per il 1964 c’è un nuovo telaio con le sospensioni modificate per accettare i nuovi pneumatici Dunlop larghi 13″. Il cambio, sempre uno Hewland cinque marce, è anch’esso rinnovato per renderlo più affidabile. Il team Brabham schiera ora due vetture gemelle, una per Jack e l’altra per Gurney. A Spa, l’americano lotta per tutta la gara con la Lotus di Jim Clark e la Cooper di Bruce McLaren e manca una probabile vittoria per un guasto al motore. Ma è l’anticamera della prima vittoria di una Brabham in una prova del mondiale di Formula 1: nel successivo Gran Premio di Francia a Rouen, complice il ritiro di Clark con un pistone bucato, le due Brabham sono prima e seconda al traguardo: primo Dan Gurney, terzo Jack Brabham, battuto da Graham Hill con la BRM.

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La stagione si conclude col Gran Premio del Messico, dove le Brabham sono comprimarie della lotta per il titolo tra Clark, Hill e la Ferrari di John Surtees. Alla fine Gurney vincerà il suo secondo Gran Premio, mentre il titolo andrà a Surtees, dopo che Graham Hill, che col terzo posto sarebbe stato campione del mondo, ebbe un contatto con la Ferrari di Bandini e dovette fermarsi ai box per una riparazione d’emergenza ai tubi di scarico, malamente piegati nell’urto contro le barriere…

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La Brabham BT7 concluse quindi con una vittoria la sua breve carriera: per il 1964 Tauranac disegnò la BT11, la Climax approntò una versione a 32 valvole del suo V8 e il team Brabham schierò tre vetture, una delle quali affidata a Denny Hulme, debuttante nel mondiale di Formula 1. Si apriva così un capitolo nuovo nella storia della Brabham. Jack vincera il titolo piloti e Costruttori nel 1966, il primo anno in cui furono impiegati i metori di 3 litri, e nel 1967 Hulme, disobbedendo agli ordini di scuderia, divenne campione del mondo, beffando il suo caposquadra che si consolò comunque col titolo Costruttori.

 



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