Le moto ad Automotoretrò

 

Al dì la dei numeri e delle statistiche, il successo di una manifestazione si ‘palpa’ camminandoci dentro. A una certa ora del sabato ad Automotoretrò si doveva quasi sgomitare per camminare nei corridoi del padiglione centrale del complesso fieristico del Lingotto. Presentazioni di libri, interviste ai personaggi del nostro mondo, gente che girava con le borse cariche di depliant, tappi di bottiglie che saltavano. Sicuramente Beppe e Alberto Gianoglio avranno osservato compiaciuti ciò che accadeva nella loro manifestazione e avranno tratto un’ulteriore spinta per proseguire.

Da parte nostra ci siamo compiaciuti nel vedere quest’anno una ancora maggiore attenzione verso le due ruote, la cui area dedicata di 1.200 metri quadri nel padiglione 5 è diventata il punto di incontro dei motociclisti. Siamo convinti che la presenza non potrà che crescere in futuro, grazie anche all’energia di Renato Destefanis, che si è preso in carico l’onere di coordinare questa parte che ruotava attorno al punto focale rappresentato da un’esposizione di una trentina di moto da regolarità, cercate, trovate, portate al Lingotto e disposte per essere ben visibili dal pubblico da Meo Maina: “La regolarità è sempre stata una delle mie passioni motociclistiche e ho voluto rappresentare quello che ritengo il periodo d’oro di questa specialità, ovvero quello che va dall’inizio degli anni ’60 alla metà dei ’70, ovvero da quando le moto, che fino agli anni ’50 erano in pratica delle stradali adattate all’uso, hanno cominciato ad essere concepite per questa disciplina evolvendosi in modo significativo in una decina di anni davvero ‘ruggenti”. In effetti la materia è vastissima e condensarla in 30 moto non è facile. Ma la presenza anche di una Jawa e di una MZ confermano che si è guardato a 360°, per dare il più possibile un’idea di ciò che accadde a livello tecnico in ciò che oggi è conosciuto come enduro.

Il fuoristrada era arricchito poi con un bello stand dedicato alla Maico allestito da Paolo Torta, che sulla Casa tedesca sa davvero tutto e possiede una delle più importanti collezioni al mondo. Ne parleremo presto su Moto Storiche.

Presente anche il Registro Storico Triumph, con uno stand allestito dall’appassionatissimo Tony Ventura, anzi dalla famiglia Ventura, poichè tutti sono ‘motociclisticamente attivi’. Tre Bonneville, una Tiger, una Trident e una 350 militare rappresentavano il passato più remoto. Speed Triple e Daytona il passato recente e due Bonneville portate dal concessionario Happy Moto il presente della Casa di Hinchley. C’era anche Danilo Soncini, che fa parte dello staff del Registro e che è stato disponibile per chi volesse avvicinarsi all’iniziativa.

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