Fiat 124 Spider

Le nonne (e le zie) della 124 Spider

Il lancio della nuova Fiat 124 Spider ha destato sensazione nel mondo automobilistico poiché un’auto con lo stesso nome era uscita di produzione nel 1982, anche se poi era stata riproposta come Pininfarina Spidereuropa, fino al 1985.

Fiat 124 Spider

La notizia del rilancio della Fiat 124 Spider, in una nuova edizione rivisitata senza snaturarne i canoni stilistici che ne avevano decretato il successo, ha destato sensazione, facendo ripensare alla lunga evoluzione delle “scoperte” torinesi.

Per sommi capi, Paolo Mazzei, nel suo articolo sulla presentazione del nuovo modello (Auto Tecnica N. 412, febbraio 2016, a pag. 81) aveva ripercorso le tappe della produzione dei vari modelli dal 1966 a oggi. Noi, però, vogliamo tornare sull’argomento, per approfondirne le linee di sviluppo che, affondano le loro radici ancora più indietro: se non vi è dubbio che la 124 Sport Spider del 1966 (mezzo secolo fa) sia stata la nonna del modello attuale, la sua filosofia si poteva rintracciare già in una… prozia, la Nuova 1100-103 TV Trasformabile, presentata a Ginevra nel 1955 e concorrente della mitica Alfa Romeo Giulietta Spider.

Fiat 124 Spider

Il curioso manichino “double face” della 1100-103 TV Trasformabile, sul quale si potevano mettere a confronto diverse soluzioni stilistiche (i doppi fari, per esempio, furono scartati).

Si trattava della prima vera spider del dopoguerra (fino a quel momento la Fiat aveva realizzato solo delle cabriolet): un’auto con capote in tela, a due posti, che utilizzava la meccanica di una berlina già in produzione, in questo caso, la 1100-103TV (Turismo Veloce), sposata ad una carrozzeria del tutto nuova. La linea fu elaborata dall’ing. Luigi Fabio Rapi (che, tra l’altro, era stato responsabile dei progetti delle Isotta-Fraschini 8C Monterosa, canto del cigno automobilistico di quel marchio) e in quel periodo era vicedirettore dell’Ufficio tecnico Carrozzerie Speciali della Fiat. Della Trasformabile – la Fiat alternava denominazioni… poetiche, come Gran Luce, ad altre freddamente burocratiche – fu realizzato un insolito simulacro, suddiviso in senso longitudinale secondo la mezzeria, sul quale si potevano mettere a confronto, una per lato, soluzioni stilistiche differenti. Ad esempio, fu valutato un disegno con i fari tradizionali ed uno con quelli gemellati (anticipando la moda USA) ma fu scelta la prima soluzione, ritenuta più aderente al carattere sportivo dell’auto. Quella che per l’ufficio tecnico era la Tipo 103.400 era un’auto di dimensioni contenute (lunga 3,82 m) il cui design accentuava la presenza dei parafanghi posteriori con una leggera bombatura.

Fiat 124 Spider

I disegni quotati della Trasformabile del 1955.

Il motore era il 103.006 a quattro cilindri, di 1.089 cm3, capace di erogare 50 CV a 5.400 giri/min (contro i 36 CV a 4.400 giri/min della berlina 103 standard); la sua velocità massima era di 143 km/h ed il prezzo era abbordabile: 1.250.000 lire (circa 19.000 euro di oggi). Nel 1956 apparve una seconda serie, con il motore 103E da 53 CV allo stesso regime ed un miglioramento delle sospensioni oltre ad alcune piccole modifiche di dettaglio. Già nel 1957 il modello fu nuovamente rinnovato, in concomitanza con l’introduzione della 1100-103D. La Trasformabile diventò 1200TV, in quanto derivata dalla 1200 Gran Luce (o 103G); sotto il cofano aveva il motore di 1.221 cm3 e 55 CV a 5.300 giri/min e la velocità massima era dichiarata in “oltre 140 km/h”.

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Nel corso del 1957 la Trasformabile passò alla meccanica della 103G 1200 Gran Luce, con motore di 1.221 cm3.

UN’ALTRA ZIA
Sempre nel 1957 si verificò un episodio che ebbe importanza nello sviluppo delle spider/cabriolet Fiat. Nell’estate del 1957, la OSCA (la piccola azienda fondata dai fratelli Maserati nel 1947) attraversava un momento di difficoltà. Ci fu un incontro con i vertici della Fiat e fu subito trovato un accordo per l’utilizzo del motore OSCA MT4 da 1.491 cm3 e così sarebbe nata un’altra zia della 124 spider. In realtà le zie erano due…

Fiat 124 Spider

A quei tempi le versioni e i nuovi modelli si susseguivano rapidamente e la Trasformabile diventò 1200 Cabriolet, con una nuova carrozzeria disegnata da Pininfarina.

All’epoca, infatti, il mercato era molto dinamico e già nella primavera del 1959 apparve a Ginevra la 1200 Cabriolet (che, nonostante il nome, rimaneva una spider). Il suo motore era il 103G.004 portato a 58 CV a 5.300 giri e la carrozzeria questa volta era completamente nuova, disegnata da Pininfarina. La bibliografia è incerta su questo passaggio e si trovano fonti che affermano che la carrozzeria fu disegnata per il motore OSCA (l’auto era apparsa sotto forma di prototipo a Torino qualche mese prima); nella sua autobiografia, invece, l’ing. Dante Giacosa scrive “…proporre il montaggio di un motore OSCA di 1.500 cm3 sul Cabriolet 1200 con carrozzeria Pininfarina”, lasciando così intendere che la nuova spider fosse stata pensata per il motore da 1,2 litri. La sostanza, comunque, non cambia di molto, in quanto è evidente che in quei mesi, nel momento di passaggi di Rapi che poco prima era andato a dirigere l’ufficio studi delle carrozzerie della Simca di Poissy ed era appena rientrato a Torino per dirigere l’ufficio studi stilistici, era stato deciso di affidare il design di una nuova spider al carrozziere torinese e la macchina, approntata nel 1957-1958, sarebbe andata altrettanto bene per il motore 1,2 litri e per quello da 1,5 litri.

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Nel 1957 la Fiat si accordò con la OSCA (dei fratelli Maserati) per impiegare il motore MT4 da 1,5 litri che fu messo in produzione come Tipo 118.

La 1200 Cabriolet rimase in listino fino al 1963. L’altra “zia” apparve nell’estate del 1959 ed era praticamente uguale alla 1200: il disegno di Pininfarina era più moderno: l’auto era un po’ più lunga (4,03 m) e più… liscia, con la bombatura dei parafanghi posteriore quasi invisibile; secondo qualcuno era più bella, secondo altri più moderna ma meno personale. La 1500 Cabriolet aveva il motore Tipo 118.000, cioè l’OSCA MT4 con alcuni interventi per la produzione in grande serie; la sua potenza era di 80 CV e la velocità massima balzava a 170 km/h. In realtà per la Cabriolet con motore OSCA non si poteva parlare realmente di grande serie: secondo Giacosa ne furono costruite solo 80. Nel luglio 1961 fu introdotta la versione 1500S, da 90 CV a 6.000 giri/min, mentre la stessa OSCA ne preparò alcuni esemplari con potenza aumentata a 100-110 CV. Nel 1962 nacque la 1600S, esternamente uguale, con motore di 1.600 cm3 e 100 CV, dalla velocità massima di 175 km/h, riconoscibile per la sottile presa d’aria sul cofano spostata sul lato sinistro.

Fiat 124 Spider

La versione del 1963 della Fiat 1600S Cabriolet; il modello più potente (quello con il motore di derivazione OSCA) aveva due ulteriori fari all’interno della calandra.

Nel 1963 ci fu una nuova piccola rivoluzione: la stessa carrozzeria ebbe una versione con motore 115.005 di 1.481 cm3 (cioè lo stesso delle berline 1500 e 1500L) come 1500 Cabriolet oppure il 118B.000 (90 CV a 6.000 giri) per la 1600S; quest’ultima si riconosceva per due ulteriori fari all’interno della calandra, che aveva assunto un andamento più orizzontale senza la divisione centrale.

Fiat 124 Spider

Nel 1965 le Cabriolet da 1,5 e 1,6 litri adottarono il marchio rotondo con la corona d’alloro, indice di sportività.

Nella primavera del 1965 subentrò una nuova serie, riconoscibile per lo stemma rotondo nel quale il marchio Fiat era circondato da foglie d’alloro; la 1500S disponeva di 75 CV a 5.000 giri mentre la 1600S era impercettibilmente “raffreddata” (85 CV a 5.800). Al lettore va ricordato che all’epoca sulla determinazione della potenza gravava la maledizione dei diversi metodi SAE, DIN, CUNA e perciò per lo stesso motore si possono trovare riportati valori differenti (il più delle volte senza l’indicazione della normativa).

ARRIVA LA MAMMA
La vera mamma della 124 Spider attuale nacque nel 1966 quando, pochi mesi dopo il lancio delle 124 berline e station wagon apparve la Spider e, pochi mesi dopo, la Coupé; queste due auto proponevano carrozzerie del tutto diverse accoppiate ad una meccanica comune, con il motore bialbero 124AC.040 di 1.438 cm3 e 90 CV a 6.500 giri/min. Il design, sia pure con un buon numero di ritocchi, per la spider era sempre lo stesso, così come le proporzioni (l’auto era lunga 3,97 m), ancora una volta dovuto a Pininfarina. Al contrario, la 124 Coupé era stata disegnata dal Centro Stile Fiat. La scelta di un abitacolo a quattro posti la rendeva meno aggraziata e più imponente (era lunga 4,11 m).

Fiat 124 Spider

La 124 Sport Spider aveva una carrozzeria completamente nuova, con abitacolo 2+2, ma sempre ispirata alla tradizione delle spider Fiat/Pininfarina.

Nel 1970 apparve una nuova serie, per la quale era possibile scegliere tra l’abituale motore ed il 125BC.040 di 1.608 cm3 e 110 CV a 6.400 giri/min. Nell’agosto 1972 i motori furono rinnovati: fu montato il 132AC.040.3 da 1.592 cm3 e 104 CV e, dopo qualche mese, ci fu l’opzione del 132A1 di 1.756 cm3 e 114 CV.

Nel 1975 iniziò tutta un’altra storia e l’auto fu prodotta per il solo mercato americano, come Fiat Spider, con il motore 132C2 o C3 (con alcuni specifici allestimenti per gli esemplari venduti in California) di 1995 cm3. A questo punto seguire le vicende della 124 spider/cabriolet diventa un’impresa da specialisti con serie e sottoserie. Qui basterà dire che nel 1981 l’auto tornò ad essere venduta in Europa come Pininfarina Spidereuropa, costruita e commercializzata da quest’azienda, fino al 1985.

Fiat 124 Spider

La produzione finale fu portata avanti dalla Pininfarina che vendette 170.720 esemplari negli Stati Uniti; dal 1981 al 1985 l’auto tornò ad essere distribuita sul mercato europeo come Spidereuropa.

E così siamo arrivati allo storia recente, ricollegandoci all’articolo che abbiamo citato in apertura. Con una decisione sapiente, FCA ha voluto rilanciare quella che era stata un’icona del design italiano sui mercati mondiali. Qui, oltre a prozie, zie, nonne e mamme, dovremmo tirare in ballo anche una cugina, per ciò che riguarda la meccanica, ma lo spazio a nostra disposizione è terminato.


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