1985 Motore Fiat FIRE 1000.

Motore FIRE 1000 – Introduzione

Motore FIRE 1000 – Introduzione
Impossibile non ricordarlo. Al tempo venne riconosciuto come uno dei motori più tecnologici mai costruiti. E nulla vi fu di più vero. Sofisticata fu la tecnologia in fase di sperimentazione, così come elevato fu anche l’utilizzo delle potenze di calcolo disponibili allora.

Il motore FIRE 1000 e la sua progettazione
Tra i punti di forza del progetto FIRE 1000, perché così andrebbe correttamente scritto, visto che si tratta di un acronimo (FIRE, Fully Integrated Robotized Engine), possiamo annoverare la già anticipata sofisticata tecnologia di progettazione e sperimentazione, il ridotto numero di particolari, rispetto al motore 903 che andava a sostituire, l’eccezionale compattezza e la massa ridotta (solo 69 kg). Tutta la potenza di calcola che è stata messa a disposizione per il progetto del FIRE 1000 ha consentito di portare in produzione il motore in soli quattro anni, dai primi studi di fattibilità. Con ben 95 componenti in meno rispetto a quelli presenti nel 903, che pesava 78 kg, 9 kg in più rispetto al leggendario FIRE 1000, il  4 cilindri più moderno dell’epoca si presenta strutturalmente più solido e più duraturo del 903.

Primo piano del collettore di aspirazione del 4 cilindri FIRE 1000 di produzione Fiat, completo di carburatore. Più sotto, l'alternatore.

Primo piano del collettore di aspirazione del 4 cilindri FIRE 1000 di produzione Fiat, completo di carburatore. Più sotto, l’alternatore.

I collaudi e la produzione
Per la verifica del quattro cilindri Fiat sono stati utilizzati quattro banchi automatici per effettuare prove speciali. Questi banchi erano allestiti in cabine fonoisolanti e a temperatura controllata. Su di essi venivano effettuate prove statiche e dinamiche a freddo e a caldo, sulla totalità dei motori. Il motore FIRE è stato, a suo tempo, la perfetta sintesi di quello che poteva essere considerato il top nel suo settore. Era considerato un motore diverso, tutto nuovo e, soprattutto, si trattava di un’unità progettato insieme con lo stabilimento che poi lo avrebbe prodotto. Le sue mission in termini di massa ridotta, fuel-economy, eccezionale rendimento, affidabilità e produzione automatizzata furono tutte raggiunte. Nessuno può negare il successo di questo propulsore. I suoi discendenti sono presenti ancora oggi su vetture di ultimissima generazione. Ne riparleremo ancora a breve.

I collettori di aspirazione del motore Fiat FIRE 1000. In secondo piano si distingue chiaramente la presa per il condotto di depressione.

I collettori di aspirazione del motore Fiat FIRE 1000. In secondo piano si distingue chiaramente la presa per il condotto di depressione.

La carta di identità del FIRE 1000
La prima generazione del piccolo motore Fiat si presentò ai nastri di partenza con le seguenti caratteristiche:

– 4 cilindri in linea;
– alesaggio: 70 mm;
– corsa: 64,9 mm;
– rapporto corsa/alesaggio: 0,927;
– potenza massima 45 CV @5.000 giri/min;
– coppia massima 80,4 Nm @2.750 giri/min;
– 1 carburatore monocorpo Weber 32 TFL/250;
– testa cilindri in lega leggera;
– albero a camme in testa, azionato da cinghia dentata;
– valvole (di aspirazione e scarico) verticali e parallele;
– 5 supporti di banco;
– albero motore in ghisa.



About

Dopo cinque anni nel settore della progettazione, come Responsabile Tecnico in un'azienda del settore meccanico, nel 2000 è passato al settore dell'editoria specializzata in campo automotive. Oggi è Capo Redattore per le testate Auto Tecnica e Retrovisore. Specializzato in auto Made in USA.


   

   

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