BMW

R32: la prima BMW

BMW R32 (1924)

Per comprendere le origini del marchio BMW, occorre fare un passo indietro nel tempo, alcuni anni prima di quel fatidico 1923 in cui vide la luce la prima motocicletta con quel marchio sul serbatoio.

Fu infatti nel 1916 che le due piccole aziende aeronautiche fondate da Gustav Otto e Karl Rapp si unirono per fondare la Bayerische Flugzeug Werke AG (BFW) con la direzione affidata allo stesso Rapp e a un tecnico di nome Max Friz. Quando, nel 1917, a loro si unì Franz-Josef Popp, un tecnico austriaco esperto in motori aeronautici, fu fondata la Bayerische Motoren Werke (BMW). Punta di diamante della produzione BMW era il motore da 185 HP che equipaggiava il famoso Fokker DVII, il triplano del “Barone Rosso” Von Richtofen. Nel dopoguerra la BMW dovette riconvertire la propria produzione e per questo uno dei progettisti, Martin Stolle, disegnò un motore bicilindrico di dimensioni quadre (68 x 68 mm) e cilindrata di 493.9 cm3. Con distribuzione a valvole laterali e disposizione dei cilindri contrapposta con i perni di manovella sfasati di 180°, il nuovo motore, siglato M2B15, aveva uno schema simile a quello dell’inglese Douglas. Oltre ad essere fornito a varie Case costruttrici tedesche, la stessa BMW impiegò il M2B15 su una moto, la Helios, che pur non essendo stata progettata a Monaco, fu prodotta nel suo stabilimento. La disposizione del motore boxer, seguendo la tendenza del momento, era longitudinale, con la trasmissione finale a catena. La Helios non ebbe un grande successo e fu forse questo che convinse Max Friz a progettare una moto intera.

L’idea fu quella di montare il motore trasversalmente al senso di marcia, per migliorarne il raffreddamento ed avere l’albero motore longitudinale che meglio si accoppiasse all’utilizzo di una trasmissione finale ad albero. Il cambio (a tre rapporti) poteva così essere azionato direttamente dall’albero motore con la sola interposizione della frizione, il tutto alloggiato in un carter comune (ricordiamo che era pratica comune, all’epoca, utilizzare un cambio separato con trasmissione primaria a catena).

Nonostante la ABC inglese avesse il motore disposto in questo modo e la FN belga adottasse la trasmissione finale ad albero, la BMW R32 fu la prima moto al mondo ad unire queste soluzioni tecniche.

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Nasce la R32

La presentazione della nuova BMW avvenne al salone di Berlino, il 28 settembre 1923. Nonostante fossero presenti oltre un centinaio di altri costruttori tedeschi, la creazione di Max Friz ottenni i più ampi consensi sia per la concezione tecnica generale che per l’innegabile attrattiva della sua razionale disposizione degli organi meccanici. Messa in vendita prima della fine dell’anno, nonostante il prezzo decisamente elevato, le vendite furono promettenti.

Caratteristiche salienti della nuova moto, oltre alla disposizione del motore, sono il telaio in tubi costituito da due culle che corrono parallele, con la destra che è chiusa nella parte posteriore dalla scatola che contiene la coppia conica della trasmissione. Il telaio, rigido posteriormente, ha una sospensione anteriore costituita da una forcella tubolare a ruota tirata con un singolo smorzatore a frizione posto sullo snodo destro e una molla a balestra di peraltro limitata escursione. La prima versione è priva del freno anteriore ed ha il solo freno posteriore a cinghia. Dal 1924, per la serie 2, apparirà un piccolo freno anche sulla ruota anteriore, di diametro 150 mm. Il peso totale è limitato a 120 kg.

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Per rafforzare l’immagine del nuovo prodotto, non mancò la partecipazione ad alcune manifestazioni sportive, in particolare per opera di Rudolf Schleicher, un collaboratore di Friz che, appena conclusa l’opera di disegno e industrializzazione della R32 pensò di farne il mezzo per il suo debutto agonistico; e il 2 febbraio 1924, tagliando per primo il traguardo della gara in salita Mittenwalden Steig, divenne il primo pilota nella storia ad ottenere una vittoria su una moto BMW.

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