Sterzi 160: piccole ruote confortevoli

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La Sterzi Confort, appartiene alla tipologia di moto ‘a ruote medie’ studiata per l’utente intimorito dalle piccole ruote degli scooter, ma allo stesso tempo non avvezzo alle ruote alte delle normali motociclette

Fra la moltitudine di piccole Case motociclistiche italiane del dopoguerra, che pur se tecnicamente interessanti non ebbero una larghissima diffusione, va annoverata la Sterzi di Palazzolo sull’Oglio in provincia di Brescia.
Nel 1939 Aldo Sterzi dopo aver fatto esperienza nell’azienda paterna che commercia in biciclette e moto, inizia ad assemblare modelli utilitari spinti da motori Sachs di 98 e 125cc. Allo scoppio della guerra Sterzi lavora nella ditta che produce munizioni di proprietà di Ettore Minganti, futuro fondatore della Mi-Val. La sua attività di Costruttore riprende nel 1947 con la presentazione, al Salone di Milano, della 125 col telaio completamente elastico (forcella telescopica e, posteriormente, ruota guidata) e motore di produzione propria.

Nel 1951 alla prima versione denominata versione Turismo si aggiungono la Turismo Lusso e la Sport. L’ampliamento della gamma coincide col trasferimento nella nuova sede di Cologne e nel 1953 e ’54 arrivano i modelli spinti dal nuovo propulsore di 160cc, tra cui il Confort protagonista del servizio fotografico che accompagna queste note, oltre a una 175cc quattro tempi, un motocarro e il ciclomotore a quattro tempi Pony, che nelle varie versioni diventerà uno dei cavalli di battaglia dell’azienda.
Le moto Sterzi ebbero anche un discreto successo all’estero; furono infatti esportate in Portogallo, Messico, Argentina e Perù, Paese quest’ultimo dove furono ottenuti anche dei record di velocità con una speciale realizzazione spinta dal motore Pony 50. Sempre in campo sportivo vanno ricordate le partecipazioni alle gare di regolarità che raggiungono l’apice con l’affermazione assoluta del pilota Carlo Blumer alla Valli Bergamasche del 1954.

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Il motore ha le misure di 59x58mm, per una cilindrata effettiva di 158,5cc. A richiesta la Confort poteva essere dotata del motore di 125cc

A partire dal 1958, anno in cui inizia il drastico calo di vendite sul mercato italiano, Aldo Sterzi si impegna ad aprire una succursale in Argentina, iniziativa che vedrà la acheter viagra luce solo due anni più tardi, ma avrà vita brevissima. La fortissima crisi economica di quel Paese porterà non solo alla chiusura della filiale argentina ma anche, poco dopo, dello stabilimento di Cologne.

L'esploso del motore Sterzi 160 Sport
L’aspetto più interessante di queste motociclette consiste nel motore: si tratta di un classico due tempi nato di 125cc portato poi a 160cc che sarà utilizzato anche su alcune creazioni Frera, Benotto, BM e Girardengo, quest’ultima una piccola Casa fondata dal campione di ciclismo Costante Girardengo.
La Sterzi Confort fa parte di quella tipologia di moto ‘a ruote medie’, tipo MV Agusta Pullman, alcune Alpino e Isomoto che volevano conquistare quei motociclisti che non si fidavano delle piccole ruote degli scooter e che magari avevano soggezione delle ruote alte delle motociclette di media e grossa cilindrata.
Il concetto era comunque quello di produrre un mezzo semplice, facile da condurre anche da chi non aveva grande esperienza, e comoda. , La Sterzi 160 fu battezzata Confort proprio per trasmettere al pubblico tale concetto.

La prima cosa che si evidenzia è la semplicità costruttiva del telaio, ottenuto dall’unione di due soli tubi, quello centrale che regge il serbatoio e l’altro discendente al quale il motore è fissato anteriormente. Entrambi partono dal cannotto e si vanno a unire nella zona del perno del forcellone; il tutto è poi completato da un elemento posteriore in lamiera stampata che ha funzione di supporto per il parafango e gli ammortizzatori idraulici.
La forcella è una teleidraulica; le ruote hanno cerchio in ferro da 14″, freno centrale e montano pneumatici da 3,25 x 14 sia all’anteriore che al posteriore.

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La vista dall’alto evidenzia la comoda sella dotata di seduta in gomma

L’esemplare fotografato è uno degli ultimi costruiti ed è privo di paragambe, accessorio che invece era montato di serie sui modelli precedenti.
Per quanto riguarda il propulsore, era possibile scegliere fra 125 e 160cc. Quest’ultimo ha misure caratteristiche di 59x58mm per una cilindrata effettiva di 158,5cc; la potenza era dichiarata in 5,5 CV a 4.800 giri/min.
All’alimentazione provvede un carburatore Dell’Orto MB20A, l’accensione è a puntine e bobina alimentate da un volano magnetico; la trasmissione primaria è a catena sul lato sinistro; la frizione è multidisco in bagno d’olio e il cambio ha tre rapporti, col comando a bilanciere posto sul lato destro.

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