pharrell x adidas hu nmd blue adidas originals x pharrell williams nmd hu collection hu nmd by pharrell williams adidas nmd human race pharrell pharrell customized his adidas nmd collaborative shoe 1lrid pharrell adidas nmd human race new colorway pharrell williams x adidas nmd human race sold out hu nmd by pharrell williams pharrell adidas nmd human race links retailers pharrell x adidas nmd human race pharrell williams x adidas originals present hu nmd sneaker pharrell williams adidas hu nmd human species black pharrell x adidas nmd hu collection drops thursday 92916 pharrell williams e adidas originals presentano hu adidas originals pharrell williams hu pharrell adidas nmd human race light blue yeezy season 4 blue pharrell nmd human race pharrell x adidas nmd human race drops weekend adidas originals x pharrell williams hu nmd 2
Huty1695725

Tyrrell P34

Qualunque cosa accada nel futuro della Formula 1, la Tyrrell P34 del 1976 rimarrà per sempre una delle monoposto più celebri, ricordate e fotografate. Fu infatti la prima ed unica ad avere 6 ruote, una soluzione poi messa al bando dai regolamenti e che probabilmente non vedremo mai più.

La Tyrrell in quegli anni era una signora squadra, vincitrice con Jackie Stewart dei mondiali ’71 e ’73, che però si trovava, ogni stagione, di fronte al problema di come creare una vettura migliore rispetto alla concorrenza, la quale, ad esclusione di Ferrari, usava il suo stesso motore Ford Cosworth DFV abbinato al cambio Hewland.

Tyrrell-P34_mp906_pic_59623

In quel periodo la Formula 1 non vedeva partecipare grandi case, a sfidarsi erano i cosiddetti “garagisti”, privi della possibilità di progettarsi un gruppo propulsore/cambio autonomo.

Di fronte alla superiorità in termini di potenza del motore Ferrari, che aveva portato Lauda al titolo nel 1975, e per ritornare davanti a Brabham e McLaren che l’avevano spodestata da “terza forza” del mondiale, Ken Tyrrell, patron della squadra soprannominato “il boscaiolo” per via di una sua attività nel settore legnami, decise di assecondare il proprio progettista Derek Gardner in una idea già più volte da lui avanzata, ovvero aggiungere due ruote anteriori.

Quali erano i vantaggi teorici di sostituire i classici pneumatici anteriori con quattro ruote di piccolo diametro? Da un punto di vista aereodinamico, si riduceva la resistenza all’aria, potendole ripararle nella carenatura anteriore, limitando al contempo l’alleggerimento dell’anteriore e facendo arrivare all’alettone posteriore flussi più puliti.

Da un punto di vista meccanico, di fatto quattro ruote aumentavano sia l’impronta del pneumatico a terra che la superficie complessiva dei dischi freno.

I primi test su di una Tyrrell cui era stato aggiunto un terzo asse anteriore furono confortanti, dissipando gli ultimi dubbi e dando via libera ad una vettura che, alla sua presentazione, il 22 settembre 1975, lasciò tutti a bocca aperta.

Tyrrell affrontò le prime trasferte del mondiale 1976 con la vecchia “007”, portando al debutto la sei ruote in Spagna con il solo Patrick Depailler, che si qualificò terzo in prova, mentre il compagno Jody Scheckter con la vettura tradizionale finì 14esimo. La prima uscita si concluse con un ritiro, ma le gare successive andarono in crescendo: a Montecarlo i due piloti Tyrrell finirono alle spalle del solo Lauda, mentre l’appuntamento successivo in Svezia centrarono il primo e secondo posto, con il sudafricano ancora davanti al francese. Non ci furono altre vittorie, ma la P34 rimase costantemente tra le protagoniste, conquistando a fine stagione 12 podi e il terzo posto tra i costruttori dietro Ferrari e McLaren, con Scheckter terzo nel mondiale piloti e Depailler quarto.

Nel 1977 Scheckter, che pur avendoci vinto non amava la P34, venne sostituito in squadra da Ronnie Peterson.

portfolio-historic-20-1024x672

Le aspettative, dopo un anno di esperienza, erano alte, grazie anche ai soldi del nuovo sponsor First National, che si affiancava alla Elf attratto dalla grande visibilità che questa inconfondibile monoposto garantiva. Venne addirittura allestito un nuovo reparto di ricerca e sviluppo che, per la prima volta in Formula 1, si proponeva di creare un modello matematico della monoposto, in modo da poterne preventivare la reazione alle modifiche tramite computer, in luogo dei soliti test in pista.

Nonostante queste straordinarie premesse, l’annata fu terribile, con solo quattro podi e un deludente sesto posto nel mondiale costruttori.

Perché, dopo un anno positivo, la P34 sprofondò?

A fronte dei vantaggi, la scelta sei ruote aveva dimostrato anche dei prevedibili inconvenienti: sicuramente il peso elevato dovuto alla necessita di sospensioni e freni duplicati. Poi c’era il problema legato alla temperatura dei freni anteriori, avendo dischi piccoli e carenati, oltreché la difficoltà di bilanciare la vettura su tre assi invece che due. Ma questi inconvenienti erano stati affrontati anche nel ’75. Quello che venne a mancare fu il supporto della Good Year nello sviluppare le piccole gomme da 10 pollici, realizzate solo per la P34. Di fronte all’arrivo nel 1977 della Michelin, Good Year si concentrò sulle gomme tradizionali, rendendole più performanti, ma senza avere la possibilità di seguire anche le ruotine Tyrrell, che peraltro richiedevano particolare cura, dato che giravano a velocità molto maggiore rispetto ad una misura convenzionale, con accresciuti problemi di consumo e usura.

01111e822de7a3e65bcaae5bc5081ccc

La P34 si trovo a correre con pneumatici posteriori evoluti, mentre all’anteriore rimanevano mescole più dure ed antiquate, generando un perenne sottosterzo che costringeva ad assetti complicati e squilibrati, che arrivarono a snaturare il concetto stesso della sei ruote.

Gardner si sfogò dicendo che le gomme levavano due secondi al giro alla sua monoposto. Forse era una esagerazione, ma è un dato di fatto che nelle corse per Formula 1 storiche la P34, con nuove coperture appositamente sviluppate (ma anche freni meglio raffreddati), è stata vincente.

In ogni caso, a fine ’77, anche a fronte delle complicazioni che le quattro ruote anteriori avrebbero portato nello sviluppare l’effetto suolo che stava imponendosi in Formula 1, Tyrrell decise di tornare ad una vettura tradizionale, mentre Gardner, alle prese anche con problemi di salute, lasciò il team e le corse.

Una indelebile pagina di storia era comunque stata scritta.




adidas yeezy boost 350 triple white adidas yeezy boost 350 v2 triple white official images yeezy boost adidas yeezy boost 350 v2 triple white release date white adidas yeezy boost 350 v2 release date adidas yeezy boost 350 v2 white release date adidas yeezy boost 350 v2 beluga 2 0 new first look adidas yeezy boost 350 v2 black white adidas yeezy boost 350 v2 black white official images adidas yeezy boost 350 v2 black friday adidas yeezy 350 boost 350 v2 black friday adidas yeezy boost 350 v2 black friday adidas yeezy boost 350 v2 black friday adidas yeezy boost 350 v2 black friday 2016 adidas yeezy boost 350 v2 glow in the dark adidas yeezy 350 boost v2 glow in the dark adidas yeezy 350 boost v2 glow in the dark adidas yeezy boost 350 v2 glow in the dark adidas yeezy boost adidas yeezy boost 350 v2 black green release date

© 2015 Retrovisore

EDITORIALE C. & C. S.r.l.

P.IVA/C.F. 04154780961

Sede Legale: via Molise, 3, Locate di Triulzi, MI - Italy

Capitale Sociale: 220.000 i.v.

REA: MI - 1729486

Servizio Clienti: clientiweb@editorialecec.com

Tel Servizio Clienti: +39 0415321301

TEL: +39 02 9048111

Fax: +39 02 90481120