Chrysler Turbine

Una Chrysler che nasceva Ford

Una Chrysler che nasceva Ford. Non ci riferiamo a una normale Chrysler di produzione ma a quella che fu al centro di uno dei più importanti programmi di quello che potremmo chiamare “crowddriving”, con affidamento di auto in comodato ad un selezionato numero di clienti: la Chrysler Turbine del 1963. Non vogliamo, però, parlare della rivoluzionaria Turbine né della sua propulsione che, come diceva il nome, era affidata esclusivamente ad una turbina a gas, ma del suo look che, ad un occhio attento, lasciava trasparire delle ascendenze che erano innegabilmente Ford. Collaborazione tra il Numero Due e il Numero Tre su un tema così difficile come un propulsore radicalmente nuovo? Spionaggio industriale? Niente di tutto questo.

Elwood P. Engel

Elwood P. Engel, dopo aver lavorato come designer alla Ford dal 1947 al 1961, passò alla Chrysler ed il suo primo programma importante fu la Turbine.

La Ford, nel 1952, era stata la prima tra le “majors” ad avviare ricerche sulla propulsione a turbina ma era rimasta indietro rispetto alle concorrenti; la General Motors iniziò a lavorare sul tema attorno al 1954, più o meno contemporaneamente alla Chrysler; quest’ultima, però, affrontò il tema con maggiore energia e dispendio di mezzi, forse perché nella sua posizione avrebbe potuto aver un maggior beneficio padroneggiando prima dei concorrenti questa nuova tecnologia. Dal punto di vista della meccanica, quindi, ogni costruttore seguiva i suoi programmi e non vi erano contaminazioni. Le reminiscenze Ford della Turbine, infatti, riguardavano solo il design.

Ford La Galaxie

La soluzione “a cuspidi” per il trattamento della parte posteriore della Chrysler Turbine era ripresa direttamente dalla concept Ford La Galaxie del 1958, disegnata dallo stesso Engel.

Niente di oscuro o di sotterraneo, tuttavia, ma solo un cambiamento al vertice dello styling anche se spesso questo “dietro le quinte” sfugge al pubblico. Infatti, Virgil Exner, il famoso designer del “Forward Look” Chrysler, era andato in pensione e nel novembre 1961, per occupare il suo posto, era stato assunto Elwood P. Engel che proveniva dalla Ford. Le macchine sono fatte dagli uomini e, spesso, dietro a quelli che sembrano i normali processi delle carriere, vi sono vicende umane anche complesse. Exner aveva raggiunto l’età della pensione ma il management della Chrysler aveva già considerato che il suo stile, caratterizzato dalle enormi pinne di coda, non fosse più attuale.

Ford La Galaxie

Certo la Ford La Galaxie non si può definire come uno dei più riusciti esercizi di stile ma vi si riconoscono i grandi fari tondi e la fiancata pulita di altri progetti Ford dell’epoca e della Chrysler Turbine.

Alla Ford, Engel, che proveniva dalla scuola di design della General Motors, era entrato nel 1947, chiamato, unitamente a Joe Oros, dal loro compagno di studi George W. Walker che aveva assunto la responsabilità del design. Engel fu incaricato soprattutto di disegnare le Lincoln e le Mercury anche se spesso fu in competizione con Oros per la carrozzeria di altre macchine. Nel 1961, compiuti i 65 anni, Walker dovette lasciare la Ford ed Engel si aspettava di essere chiamato al posto di vicepresidente per lo styling e capo-progettista ma la nomina andò al suo collega Eugene Bordinat. Walker, che manteneva “agganci” e buone relazioni con il mondo automobilistico, essendosi reso conto di un certo disappunto che Engel stava maturando per alcune scelte di Robert S. McNamara (presidente della Ford), per il fatto che per una delle ultime versioni della Thunderbird era stato scelto il bozzetto dell’amico Oros anziché il suo e per la mancata promozione, gli suggerì di bussare alla porta della Chrysler. Il consiglio fu accettato ed Engel fu prontamente assunto.

Ford Thunderbird

Anche nella Ford Thunderbird del 1961 (al disegno di questa sportiva si alternarono Elwood Engel e Joe Oros) si ritrovano alcuni elementi stilistici riproposti in casa Chrysler.

Engel per la Turbine si ispirò alla berlinetta due porte che aveva proposto nel 1958 come Thunderbird e che invece fu alla base della Continental del 1961 ma anche ai primi bozzetti disegnati dalla squadra di Oros per quella che sarebbe diventata la Mustang. In particolare, per il disegno a tre cuspidi della coda, riprese quello della concept La Galaxie del 1958. La squadra di Engel contava anche altri “espatriati” della Ford e tra questi vi era Maury Baldwin, autore della concept Mustang I del 1962. Il management, però, voleva un’auto a quattro posti ed allora tutte queste idee furono rielaborate e confluirono in un mock-up che Engel fece disegnare, nel dettaglio, da Charles Mashigan (un altro ex-Ford che aveva lavorato anche alla Thunderbird) creando un coupé convertibile in spider chiamato Chrysler Typhoon, nel quale, a parte l’abitacolo a due posti, si ritrovavano già tutti gli stilemi della Turbine (che alla Chrysler chiamavano tutti Turbine Car).

concept Mustang I

Anche la concept Mustang I del 1962, disegnata da Maury Baldwin, quando anche il suo autore passò alla Chrysler, fu considerata come base per la Turbine, ma i vertici della ditta volevano una quattro posti.

La Typhoon non fu vista praticamente da nessuno, anche perché la Turbine fu pronta quasi contemporaneamente; questo primo simulacro, tuttavia, risentiva talmente dell’influsso della Thunderbird che in fabbrica fu chiamato scherzosamente, come la successiva Turbine, “Engelbird”. La Typhoon (che fu costruita come prototipo da esposizione, senza meccanica) fu presentata alla World’s Fair di New York nel 1964, ma quasi nessuno la notò, visto che la Turbine le aveva ormai rubato la scena. Tutto ciò spiega perché l’unica auto con turbina a gas prodotta in piccola serie, pur con un “cuore” tutto Chrysler, fosse così permeata da reminiscenze Ford…

Chrysler Typhoon

Una soluzione di compromesso fu la Chrysler Typhoon, superata nel corso dello sviluppo dalla configurazione berlina. Fu presentata ugualmente, ma non ebbe alcun seguito e la sua linea, meno equilibrata, non piacque.


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