Wartburg, l’alternativa alla Trabant

 

 

 

Wartburg, l’alternativa alla Trabant – A metà degli anni ’50 del secolo scorso, dopo anni piuttosto travagliati a livello storico, una importante fabbrica automobilistica nata ai primi del 1900 che aveva cambiato più volte denominazione e indirizzo automobilistico, nonché appartenenza territoriale (nacque come Farhzeugfabrik Eisenach in Germania, passò sotto la denominazione Sowietjsche AG Maschinenbau Awtowelo-Werk BMW Eisenach, durante l’occupazione sovietica controllata dal Governo di Mosca per finire nel 1949 inglobata nella neonata Germania dell’est, la DDR) produsse, fra le altre cose, tre modelli di auto che, pur non diventando mai molto famosi, scrissero una pagina di storia automobilistica molto importante nell’Europa dell’Est.  Fu nel 1952 che il controllo dell’azienda cessò di essere Sovietico per passare sotto il controllo totale del Governo della DDR e dare il via ad una fase lavorativa più stabile; il marchio prese il nome di EMW. Però nel ’53 il nome venne cambiato nuovamente in AWE (Automobilwerk Eisenach), una fabbrica decisamente forte e in piena salute economica che ben presto inglobò altre due fabbriche presenti in Sassonia, la IFA di Zwickau e la MZ di Zschopau che si occupava esclusivamente di motociclette. La IFA nel ’56 venne chiusa e a Zwickau nacque la AWZ  (Automobilwerk Zwickau) il gruppo industriale dal quale sarebbe poi nata la Trabant. Insomma, il percorso è un po’ complicato e ho cercato di semplificarlo il più possibile, detto ciò ora possiamo dedicarci a quello che più ci interessa sapere da questo articolo incentrato sulla messa in produzione di tre modelli di auto che hanno avuto un discreto successo nati nella fabbrica AWE di Eisenach con il nome di Wartburg, lo stesso di un castello presente nelle vicinanze.

wartburg-1-la-fabbrica-awe

I tre modelli sono quelli denominati 311, in produzione dal 1956 al 1967, con le sue derivate 312 e 313 Roadster; la 353 in produzione dal 1966 al 1975 più la sorella 353W in produzione dal 1975 al 1988 e la 1.3 in produzione dal 1988 al 1991.

Wartburg 311  Wartburg 312

Ora facciamo un po’ d’ordine e cominciamo con la Wartburg 311. Prodotta in 247.368 esemplari con una linea bella da vedere ancora oggi, era dotata di un motore a due tempi da 900 centimetri cubici posizionato longitudinalmente a sbalzo con tre cilindri in linea, la trazione era anteriore, il cambio manuale a quattro marce, la frizione era monodisco a secco, la lunghezza di 4 metri e 30 centimetri. La realizzazione di questo modello ha dei lati curiosi che oggi fanno sorridere ma bisogna tenere conto del contesto storico nel quale l’automobile è nata. Nella DDR ogni cosa passava al vaglio del Governo e anche la più insignificante delle modifiche a un progetto doveva avere il benestare delle autorità che spesso, però, non arrivava. Proviamo ad immaginare quanto tempo si perdeva, in questo modo, ad aspettare l’ok per ogni innovazione, così i progettisti della AWE lavorarono in gran segreto fino ad arrivare al progetto definitivo che ovviamente non poteva più essere tenuto nascosto agli uffici governativi, nell’imminenza del lancio dell’auto sul mercato. Il Governo risultò contrariato e accusò la AWE di avere sprecato eccessivo denaro pubblico senza la preventiva approvazione, però il modello piacque e se ne vide l’effettiva portanza commerciale e decise così di stanziare la ragguardevole cifra di 7 milioni di DDM (Marchi della Germania dell’Est) per il lancio della vettura sul mercato, anche quello dell’Ovest. Ciò però non impedì al direttore responsabile del progetto, Martin Zimmermann,  di ricevere una sanzione pari a 5000 DDM per avere disobbedito agli ordini. La 311 fu subito accolta calorosamente dal pubblico ma ci si accorse immediatamente che l’idea di motorizzare un intero Popolo con quella vettura era decisamente utopistica, dato il prezzo di vendita non proprio economico. Il prezzo base fu fissato in 14.700 DDM e visto che lo stipendio medio di un operaio della DDR si aggirava intorno ai 500 DDM mensili… Ecco dunque che la Wartburg 311 divenne immediatamente un’auto ad appannaggio dei ceti sociali un po’ più benestanti. Ben presto ci si accorse di un grosso difetto che quella vettura portava con sé, il consumo. Per percorrere 100 km c’era bisogno dai 12 ai 14 litri di carburante. Il successo della vettura fu però enorme, persone che potevano permettersela comunque c’erano anche nella DDR, così come nei paesi d’oltrecortina tanto che la AWE decise di ampliare i modelli della 311 affiancando alla berlina lanciata qualche mese prima, una versione Giardinetta e una Cabriolet, la linea vincente fu un successo anche per questi due nuovi modelli. La Wartburg 311 si rivelò essere una macchina davvero azzeccata ma, nonostante fosse stata concepita perché diventasse l’auto del Popolo, il prezzo ne frenò le vendite e lo scettro pian piano se lo stava per carpire la Trabant, venduta decisamente ad un prezzo più accessibile. Nei mesi successivi furono introdotte sul mercato altre versioni della 311: la Pick-up, destinata al mercato occidentale; la Camping-Limousine, destinata come auto ad uso prettamente vacanziero per le uscite domenicali fuori porta e dotata di piccoli accorgimenti per migliorare il comfort; una Coupé, che era simile alla berlina ma con sole due porte e un lunotto ridisegnato e la splendida Sport-Roadster, che fu classificata con la sigla 313.

wartburg-1

La scelta della 311 era così davvero completa, non si sa se il Direttore pagò mai i 5000 Marchi di multa, per certo si sa che i 7 milioni che il Governo stanziò per il lancio della vettura furono ampiamente coperti dalle vendite. Non poteva, a quel punto, mancare anche una versione militare, così fu allestita la 311 Einsatzwagen destinata alla polizia che però non entrò in circolazione prima del 1959. era difficile stare dietro a tutte le versioni della 311 e a ogni singolo accorgimento che periodicamente veniva introdotto ma il successo della vettura ne giustificava il lavoro. tra gli accorgimenti più importanti vi fu senza dubbio la realizzazione del cambio con marce sincronizzate, almeno tra la seconda e la quarta e un aumento della potenza del motore che passò da 37 a 40 CV. Verso la fine del 1962 cominciò la fase calante della 311 anche se rimase in produzione per altri cinque anni. In attesa del nuovo modello che si sarebbe chiamato 353 nel 1965 la Wartburg immise sul mercato una versione aggiornata della 311 denominata 312, un ibrido assemblato sul telaio della nuova 353 ma con carrozzeria rivisitata della 311. In pratica si stavano testando alcuni accorgimenti meccanici che sarebbero stati appannaggio del nuovo modello come le sospensioni che ora avevano delle molle elicoidali e non più a balestra trasversale. La 312 rimase in produzione per circa due anni, fino al 1967, tempo necessario per pensionare definitivamente un modello di auto particolarmente riuscito ma che, inevitabilmente, cominciava a sentire il peso degli anni.

wartburg-3-modello-353

Peccato che la nuova 353 (sopra) fu stilisticamente una macchina davvero brutta che neanche lontanamente raggiungeva la bellezza della 311. Nonostante ciò rimase in listino fino al 1975. Cerchiamo ora di capire se e come il modello sia stato accettato dal Popolo. Ebbene si, nonostante la linea per niente attraente, furono prodotte ben 1.225.290 vetture! La linea era innovativa, per il periodo, svecchiava quella della precedente 311 anche se oggi noi la preferiamo di gran lunga alla 353 ma si deve tener conto sempre che stiamo parlando di modelli derivati da una concezione ottusa, voluti e controllati sempre da un Governo che tendeva a standardizzare ogni scelta per il Popolo. La rinnovata stabilità del nuovo Stato, un periodo di calma apparente e il fatto che la nuova 353 fosse stata collocata in una fascia medio-bassa di produzione, fece si che l’auto acquisisse quello status di auto per tutti che era mancata alla 311. La 353 divenne così l’alternativa più lussuosa alla Trabant che però stava più simpatica alla popolazione forte del fatto che il prezzo d’acquisto risultava ad ogni modo minore. Come per la versione precedente, anche la 353 subì numerosi interventi di modernizzazione uno via l’altro, piccoli accorgimenti qua e là sulla carrozzeria o nelle parti meccaniche, rendendo pressoché impossibile per l’acquirente farsi consegnare il modello più attuale al momento dell’acquisto ma ciò non era un problema, nonostante l’alto numero di modelli prodotti, non erano in molti nella DDR a potersi permettere un’auto. Tante vetture della 353 vennero esportate nei paesi dell’Ovest. Anche per la 353 vi fu una versione per la Polizia, denominata 353/412, era una vettura apprezzata dai terribili agenti della Stasi in quanto, esattamente come la Trabant, non dava molto nell’occhio, dato che l’avevano tutti. Le uniche differenze stavano sotto al cofano, la potenza del motore fu portata a 60 CV e il serbatoio a 60 litri, fu irrobustita la parte inferiore del telaio e furono potenziati i freni. Fino al 1975  la 353 ebbe vita relativamente facile nella DDR, viaggiava sulle strade polverose della Germania Est un gradino al di sotto della Trabant, però riuscì a motorizzare con una buona alternativa tutte quelle persone che fino a pochi anni prima potevano spostarsi solo a bordo di carretti trainati da asini. Nel ’75 fu introdotta una nuova versione di 353 denominata 353W dove la sigla W stava a significare Weiterentwicklung, per noi semplicemente evoluzione. Diversi accorgimenti resero più solida la vettura, donando parametri di sicurezza maggiori ai passeggeri. Comparvero i freni a disco, l’intera struttura telaio/carrozzeria fu rinforzata e comparvero cinture di sicurezza con attacco centrale. La carrozzeria esterna rimase pressoché invariata. Il modello 353W rimase in produzione fino al 1988 col solito motore a due tempi, caratteristica indiscussa delle motorizzazioni del periodo nell’Est della Germania. Una proposta per un motore a quattro tempi, tricilindrico, fu bocciata sul nascere dal Governo. La 353 fu un grande successo nella DDR però anche per quel modello ora era arrivato il tempo di andare in pensione. Un accordo con la Volkswagen per una fornitura di motori, portò di fatto ad accantonare la 353 per un modello più evoluto e potente che avrebbe assunto il nome di wartburg 1.3 (foto sotto).

wartburg-4-modello-1-3

Questo modello fu prodotto dal 1988 al 1991, fino a che, dopo la caduta del muro di Berlino, la fabbrica AWE divenne, di colpo, anacronistica. Dunque, finalmente il Governo della DDR aprì gli occhi e diede il proprio consenso alla realizzazione di un nuovo motore a quattro tempi da proporre sulla nuova Wartburg e così la VW riuscì a vendere i tanto agognati motori. Solo che mal si adattavano alle caratteristiche strutturali della nuova vettura di Eisenach e fu allora pensato di assemblare il motore in senso trasversale sotto al cofano al posto del classico senso longitudinale adottato fino a quel momento su tutti i modelli. L’accorgimento, fra l’altro necessario, portò a rivisitare l’intera scatola del cambio e altre parti meccaniche e ciò portò a storcere il naso ai vertici della AWE ma tempo per rivedere il tutto non ce n’era e così furono accettate le modifiche e finalmente la nuova autovettura vide la luce in versione definitiva nel marzo del 1989. La 1.3 però non ottenne quel successo tanto sperato dai vertici aziendali, in primo luogo perché la carrozzeria non variava poi molto dalla vecchia 353, poi perché il prezzo stabilito fu molto alto, tutti gli accorgimenti per sistemare il motore e ridisegnare il cambio e molti altri aspetti portò il costo stimato preventivamente dell’auto da 20-22.000 DDM al prezzo finale attorno ai 30.000 e infine il motore, nonostante si trattasse di un rivoluzionario 1.3 a quattro cilindri, ben presto ci si accorse che non era poi così più performante rispetto al precedente 900 cc a due tempi. Inoltre di lì a poco  ci fu la caduta del muro di Berlino che portò con sé anche una visione di un mondo (automobilistico, in questo caso) ben più evoluto dei paesi dell’Ovest, tanto che la popolazione si accorse che con gli stessi soldi coi quali compravano una Wartburg potevano permettersi una Vw Polo o una Golf, decisamente più belle da vedere e coi motori più potenti. La storica fabbrica AWE chiuse così per sempre i battenti il 10 aprile del 1991, giorno in cui uscì dalla produzione l’ultima Wartburg 1.3. Ad ogni modo, nonostante l’insuccesso della 1.3 di esemplari ne furono prodotti 152.775. Oggi delle Wartburg i modelli più richiesti dai collezionisti e dai nostalgici sono sicuramente quelli della 311. la 353 spesso veniva confusa con la più piccola e famosa Trabant, auto per antonomasia collegata alla caduta del muro e icona di quel periodo ma pure moltissime 353 attraversarono il muro nei giorni della caduta e pure quest’auto oggi viene rivalorizzata dai collezionisti come icona di uno dei periodi storici più importanti d’Europa. Tutte queste auto, derise e sottovalutate per anni, hanno costituito l’ossatura dell’industria automobilistica europea dell’epoca e paradossalmente una Wartburg 353 è stata una vettura più importante della nostra Fiat 131.




   

   

'Wartburg, l’alternativa alla Trabant' has no comments

Be the first to comment this post!


Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

© 2015 Retrovisore

EDITORIALE C. & C. S.r.l.

P.IVA/C.F. 04154780961

Sede Legale: via Molise, 3, Locate di Triulzi, MI - Italy

Capitale Sociale: 220.000 i.v.

REA: MI - 1729486

Servizio Clienti: clientiweb@editorialecec.com

Tel Servizio Clienti: +39 0415321301

TEL: +39 02 9048111

Fax: +39 02 90481120