Zis 110, l’Americana voluta da Stalin

 

Zis 110, l’Americana voluta da Stalin – Il grande dittatore Russo Iosif Vissarionovic Dzugasvili, meglio conosciuto come Iosif Stalin, divenuto Segretario Generale del Partito Comunista dell’URSS nel 1924 deve il suo nome col quale è arrivato a noi dall’accezione del termine Stal che significa acciaio. Questo stava a descrivere il suo temperamento dittatoriale e poco incline alla democrazia. Tanto fece -e sappiamo cosa-  che non perse l’occasione, durante il suo Regno di crearsi pure un’auto su misura. Appassionato fin quasi all’ossessione di  modelli d’auto americane, non poteva, per evidenti conflitti d’interesse, importare modelli Statunitensi in Russia così pensò bene di farne costruire uno su misura per le sue esigenze di Capo di tutto, facendo prendere a modello dagli ingegneri del Partito una Packard d’oltreoceano. Governando col pugno di ferro una Russia comunque confusa, mise sé stesso in ogni cosa che riguardasse l’industria, la comunicazione, l’esercito… Nel 1931 fece così sua la fabbrica AMO, stanziata a Mosca, adibita fin dal 1916 alla riparazione e poi costruzione di veicoli militari. Ribattezzò tale fabbrica con l’acronimo ZIS (Zavod Imeni Stalina), inserendo il suo nome nella ditta adducendo il fatto che la Russia aveva bisogno del compagno Stalin affinché potesse produrre tutto ciò di cui il paese necessitasse, comprese le auto. Solo che l’auto che lui aveva in mente non era un auto per il Popolo bensì del Governo, della Nomenklatura, cioè dei suoi Generali e scagnozzi vari ma di altissimo rango. Nel 1936 vide la luce il suo primo progetto, un’auto di lusso, esagerata, che incutesse anche un timore reverenziale in chi la vedeva, un’auto potente che solo i Potenti potevano usare. L’auto in questione fu ribattezzata Zis 101 (foto sotto)

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Sopra e sotto Stalin in posa accanto a una Zis 101 del 1936

 

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Il modello 101 fu costruito in 8752 esemplari fino al 1941, anno in cui la Russia entrò nel secondo conflitto mondiale. Nel 1946 vide la luce il modello più avanzato della vettura, chiamato Zis 110 che venne prodotto dal 1946 al 1958 (foto sotto)

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Di questa auto ne venne costruita una blindata per Stalin ribattezzata Zis 115. Era una macchina mastodontica, esagerata, 6000 cc di cilindrata, sei metri di lunghezza, un peso di quattro tonnellate, i soli finestrini pesavano 200 Kg l’uno ed erano alimentati da un sistema idraulico per l’apertura. Il motore erogava una potenza di 162 Cv contro i 140 del modello 110 che fu sviluppato col metodo dell’ingegneria inversa copiando, come detto, una nuova Packard Super Height Statunitense del 1942. L’ingegneria inversa consiste nello studio approfondito delle varie parti dello sviluppo e funzionamento di un dispositivo essenziale ad una progettazione, che sia anche un componente elettrico o meccanico, affinché si possa conseguire un nuovo dispositivo atto a migliorare un progetto precedentemente avviato aumentandone così l’efficienza ma senza di fatto copiare niente dall’originale, insomma, un’evoluzione su un’idea non protetta da brevetto. Tornando alla Zis 110 sotto al cofano vi troviamo un motore ad otto cilindri in linea, sei litri di cilindrata e una potenza di 140 Cv, montato anteriormente, mentre la trazione era sulle ruote posteriori. Il cambio era manuale a tre marce. Sempre per Stalin fu costruito anche un modello Cabriolet denominato Zis 110B che, anni più tardi, fu usato da Nikita Krusciov come auto da parata. Più avanti ancora nel tempo la stessa auto fu donata dal partito Sovietico al dittatore albanese Enver Hoxha. Nel 1952 il giornalista automobilistico statunitense Joseph H. Wherry mise a confronto la Packard 180 con la Zis 110 e pubblicò il suo resoconto sulla rivista Modern Man etichettando nel titolo di richiamo l’auto del Regime come La copia sciatta di Stalin. Scrisse che tutte le parti dell’auto erano di fabbricazione sovietica con l’eccezione del carburatore Stromberg.

Molto influenzato dall’allora condizione di guerra fredda nella quale i due paesi vivevano uno contro l’altro, per puro spirito di propaganda anti sovietica lo stesso giornalista scrisse anche che “La Zis 110 è l’ emblema di un regime che non pensa nulla di buono del nostro modo di vivere ma evidentemente ha trovato tutto il meglio della nostra società in un’auto americana progettata una dozzina di anni fa.” 

Cercando negli archivi una qualche complicità industriale tra la Packard e la Zis nulla è mai stato trovato che facesse intendere una qualche collaborazione tra le due Case automobilistiche. In realtà la Zis 110 non era proprio una copia perfetta della Packard bensì un’auto ibrida che presentava soluzioni stilistiche provenienti addirittura da qualche modello cadillac. Rispetto alla Packard 180 il passo risultava più lungo e il telaio più spesso che rendeva l’auto ben più pesante del modello statunitense, ricordata anche come la prima macchina al mondo ad aver montato gli alzacristalli elettrici. Alla morte di Stalin, avvenuta nel 1952, salì al Potere Krusciov che prese sin da subito le distanze dal suo predecessore etichettandolo come un despota assassino e dittatore che mai fece nulla di buono per la Grande Madre Russia se non per sé stesso. Krusciov, come visto, però usò la Zis 110B come sua auto personale da parata, l’imponenza dell’auto, pressoché unica nel suo genere in Russia, associata al fatto che incutesse, come detto, un forte timore reverenziale, gli tornò utile per imporre il suo, di Potere. Però fece in modo di cambiare il nome all’Azienda Automobilistica, tramutando l’acronimo Zis in Zil, togliendo così il nome di Stalin dal marchio a favore dell’ex direttore della fabbrica Ivan Likhachov, per cui il nome completo divenne Zavod Imeni Likacheva. 

Modelli conservati perfettamente della Zis-Zil 110 si possono osservare presso il museo della guerra a Mosca e al Terror Hazi di Budapest dove ho scovato, durante una visita di qualche anno fa, una Zil 110 nera, impressionante nei suoi interni di velluto rosso, appartenuta a qualche Generale sovietico e usata durante l’invasione dell’Ungheria. Da vedere.

 




   

   

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