Porsche 917: regina dell’Endurance

01

La Porsche 917 nacque come evoluzione della 908 per partecipare al nuovo campionato Marche Gruppo 4, una classe creata dalla CSI riservata alle vetture Sport con cilindrata fino a 5 litri. Lanciato nell’estate del 1968 il progetto si materializzò nove mesi dopo. Il motore derivava dall’8 cilindri di 3 litri della 908 cui erano stati aggiunti 4 cilindri per creare una formidabile unità a 12 cilindri contrapposti che con dimensioni caratteristiche di 85 x 66 mm generava una cilindrata di 4.494 cm3. Per renderlo compatto e robusto, il motore fu strutturato in due blocchi ciascuno di 6 cilindri contrapposti con una coppia di ruote dentate poste al centro dei due blocchi che comandavano la cascata di ingranaggi della distribuzione (bialbero con 2 valvole per cilindro) e un albero ausiliario che, correndo sotto il motore, azionava la trasmissione. Per ridurre ulteriormente la lunghezza degli alberi a gomiti, le bielle dei cilindri contrapposti erano montate a due e due su un unico perno di manovella. Fin dall’inizio il motore sviluppò la ragguardevole potenza di 520 CV a 8.000 giri/min. Un risultato eccezionale, ancor più se si pensa ottenuto da un motore raffreddato ad aria, con un flusso di raffreddamento forzato da una enorme ventola posta orizzontalmente sopra il motore, dietro l’abitacolo, azionata da un alberino con coppie coniche che prendeva il moto direttamente dall’albero motore.

02

Nell’aprile del 1969 le 25 vetture richieste dalla CSI per l’omologazione furono pronte per l’ispezione dei commissari, uno dei quali ricordò che un addetto della Porsche gli offrì una scatola in cui c’erano le 25 chiavi di accensione chiedendogli di sceglierne una e di verificare che la vettura fosse effettivamente funzionante… Un dettaglio non da poco, poiché spesso in questi casi le vetture presentate dai Costruttori, causa ritardi o budget ridotto, erano incomplete o non funzionanti.

06

Dopo la presentazione al Salone di Ginevra, il debutto in gara della 917 avvenne alla 1000 km di Spa, conclusa con un ritiro. La vettura, bellissima nella sua forma e entusiasmante nella motorizzazione, fu subito ambita dai migliori piloti dell’epoca, che però non la trovarono assolutamente facile da guidare, poiché l’eccesso di CV unito al peso contenuto misero in crisi l’aerodinamica e la taratura delle sospensioni, strettamente derivate da vetture molto meno potenti.

03

A Le Mans, infatti, la 917 raggiunse la velocità di 380 orari, di gran lunga la più alta mai raggiunta su quella pista. Furono così avviati degli interventi sull’aerodinamica che portarono alla riduzione della lunghezza della coda che fu conformata in modo da generare maggiore carico sul retrotreno. Per il 1969 la vettura proseguì nello sviluppo ma trovò nelle Ford GT40 arancio-celesti della Scudera Gulf condotta da John Wyer i più forti avversari. Un’organizzazione perfetta era quello che serviva per fare il salto di qualità e così la Porsche chiese a Wyer di occuparsi della gestione in pista delle sue vetture, in modo che a Stoccarda ci si potesse concentrare esclusivamente sullo sviluppo della vettura.

04

Nel 1970 e ’71 le Porsche indossarono quindi la livrea Gulf con la quale sarebbero entrate nella leggenda. Oltre a questo, la Porsche affidò alcune delle sue 917 alla Scuderia Salzburg (che sarebbe poi passata a Willi Kauhsen coi colori Martini), di cui era proprietaria Louise Piech, sorella dell’ingegner Porsche. Fu proprio una 917 di questa scuderia che portò alla Porsche la prima vittoria a Le Mans, nel 1970. Quella con Wyer fu comunque una partnership di enorme successo, che iniziò col primo e secondo posto nella 24 ore di Daytona, prima prova del mondiale Marche 1970. Un dominio pressoché totale che portò al titolo di quello e del successivo anno, sconfiggendo l’opposizione della pur formidabile Ferrari 512S. Su 24 gare disputate, le Porsche 917 ne vinsero 15 (11 la scuderia JW) e altre 4 andarono alla sorella minore 908. I piloti che si sono succeduti al volante delle Porsche 917 sono in pratica tutti quelli che hanno reso leggendarie le corse dei prototipi di quegli anni: Jo Siffert, Brian Redman, Vic Elford, Gerard Larousse, Richard Attwood, Hans Herrmann, per citarne solo alcuni. L’avventura della 917 proseguì poi nella Can-Am dove la Porsche portò una ventata di novità creando scompiglio tra i costruttori americani e inglesi, che dovettero alzare bandiera bianca di fronte alle prestazioni della vettura tedesca. Una storia di cui ci occuperemo in futuro.

07



About


   

   

'Porsche 917: regina dell’Endurance' has no comments

Be the first to comment this post!


Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

© 2015 Retrovisore

EDITORIALE C. & C. S.r.l.

P.IVA/C.F. 04154780961

Sede Legale: via Molise, 3, Locate di Triulzi, MI - Italy

Capitale Sociale: 220.000 i.v.

REA: MI - 1729486

Servizio Clienti: clientiweb@editorialecec.com

Tel Servizio Clienti: +39 0415321301

TEL: +39 02 9048111

Fax: +39 02 90481120